C'è una verità scomoda che molti MSP e system integrator faticano ad ammettere: i tecnici più bravi sono quelli più vicini a mollare. Non perché siano pagati male, non perché l'ambiente sia tossico, ma perché passano il 70% del loro tempo a fare cose che un software potrebbe fare in 30 secondi.
Configurare per la centesima volta lo stesso NAT, copiare e incollare le stesse regole firewall cambiando solo gli IP, creare la ventesima VPN con le stesse identiche impostazioni. È come chiedere a un chirurgo di passare le giornate a compilare moduli invece che a operare. Prima o poi, anche il più motivato si stufa.
Il ciclo vizioso della configurazione manuale
Succede sempre la stessa cosa. Un nuovo cliente firma, magari un bel contratto multi-sede. Il commerciale è felice, il management è felice. Il tecnico senior sa già cosa lo aspetta: tre giorni chiuso in ufficio a configurare router identici, uno dopo l'altro, con variazioni minime. Cambia l'IP pubblico, cambiano le VLAN, ma la struttura è sempre quella. Stesso DHCP, stesso firewall, stesse policy di routing.
Il problema non è la complessità tecnica, anzi. Il problema è proprio che è troppo semplice per qualcuno che ha dieci anni di esperienza sulle spalle. È come chiedere a un pilota di Formula 1 di guidare in autostrada nel traffico: tecnicamente facile, umanamente frustrante.
E mentre il tuo tecnico senior sta configurando il quindicesimo router della settimana, cosa succede? Il cliente enterprise che ha un problema serio su BGP aspetta, il progetto SD-WAN interessante viene rimandato, e quella call con il prospect che vorrebbe capire se potete gestire la sua infrastruttura multi-nazionale viene rimandata ancora una volta. Stai bruciando competenze di alto livello su attività a basso valore.
Il costo reale non è nel tempo, è nell'opportunità
Facciamo due conti. Il tuo tecnico senior costa, diciamo, 50 euro l'ora. Configurare un router a mano, fatto bene, con documentazione e test, ti porta via circa 3 ore. Sono 150 euro di costo. Moltiplica per dieci siti al mese: 1.500 euro. Annualizziamo: 18.000 euro.
Sembra gestibile, vero? Il problema è che questo è solo il costo diretto. Il costo reale è un altro. È quel progetto di migrazione cloud che avreste potuto chiudere ma non avevate "bandwidth". È quel cliente che cercava qualcuno per gestire 50 sedi ma voi eravate già al limite. È quel tecnico che dopo due anni se n'è andato perché "voleva fare cose più interessanti", e che ti è costato tre mesi per sostituirlo e altri sei per formarlo.
Quando un tecnico bravo se ne va perché si annoia, non perdi solo una persona. Perdi know-how, relazioni con i clienti, velocità di risoluzione dei problemi. E magari lo ritrovi a lavorare per un competitor che ha capito come si scala un'azienda tech nel 2025.
L'automazione non è per pigri, è per ambiziosi
C'è un mito duro a morire: automatizzare è per chi non ha voglia di lavorare. La verità è esattamente il contrario. Automatizzare è per chi vuole crescere senza collassare. Le aziende che scalano non sono quelle con più tecnici, sono quelle che hanno capito come moltiplicare l'efficienza di ogni singolo tecnico.
Pensa a cosa succederebbe se il tuo tecnico senior potesse configurare dieci router nel tempo che oggi ne impiega per uno. Non perché lavora più veloce, ma perché ha delegato al software tutte le parti ripetitive. Selezione template, inserimento variabili di base tipo IP e VLAN, provisioning automatico. Lui si occupa solo di verificare che tutto sia allineato e di gestire le eccezioni, quelle sì che richiedono esperienza.
Improvvisamente quel tecnico senior non è più un "configuratore seriale", è un architetto di rete. Può dedicarsi a progettare soluzioni complesse, a fare formazione, a seguire i clienti più esigenti.
E soprattutto, è di nuovo motivato, perché fa quello per cui ha studiato e per cui è bravo veramente.
Come liberare i tuoi tecnici senza perdere il controllo
La paura più grande quando si parla di automazione è sempre la stessa: "E se qualcosa va storto? E se il sistema fa un errore su tutti i router?". È una paura legittima, ma nasce da un presupposto sbagliato. L'automazione fatta bene non sostituisce il controllo del tecnico, lo potenzia.
Un sistema di template ben strutturato non è un "copia e incolla glorificato". È un framework che standardizza le configurazioni, elimina gli errori umani da stanchezza o distrazione, e permette ai tecnici di concentrarsi sulle variabili che contano davvero. Quando attivi un nuovo sito, il 90% della configurazione è già pronta, testata e funzionante. Il tecnico interviene solo sul 10% che è davvero specifico di quel cliente.
E quando arriva un aggiornamento di sicurezza o una best practice da applicare a tutti i router? Invece di dover entrare manualmente su 100 dispositivi, modifichi il template e il sistema applica le modifiche in modo controllato e tracciato. Il tecnico supervisiona, non esegue. C'è una differenza enorme tra le due cose.
Il template system: da operaio a architetto in 30 giorni
OptiWize ha costruito il suo template system proprio per risolvere questo problema. Non è un sistema di scripting fine a se stesso, è un framework pensato per permetterti di definire una volta le tue configurazioni standard e applicarle infinite volte con variazioni minime. Puoi creare template per tipologie di cliente, per servizi specifici, per scenari di rete diversi.
Il bello è che non devi buttare via il tuo know-how. Anzi, finalmente puoi cristallizzarlo in configurazioni riutilizzabili. Quel firewall perfetto che hai messo a punto in tre anni? Diventa un template. Quella configurazione SD-WAN che funziona benissimo per i clienti retail? Template. E quando un tecnico junior deve configurare un nuovo sito, non parte da zero o da appunti sparsi, parte dalle tue best practice già pronte.
Il provisioning massivo fa il resto. Hai 20 nuove sedi da attivare? Carichi i dati, selezioni il template, e il sistema fa il lavoro pesante. Il tecnico senior supervisiona, gestisce le eccezioni, ma non perde tre settimane della sua vita a fare SSH su router per copiare e incollare configurazioni.
La vera differenza tra un'azienda che scala e una che sopravvive
C'è una domanda che dovresti farti: tra cinque anni, vuoi essere ancora nella stessa situazione di oggi, ma con più clienti e più stress? O vuoi aver costruito un'organizzazione dove i tecnici sono motivati, produttivi, e dove accettare un nuovo cliente non significa andare in crisi operativa?
Le aziende che crescono davvero non sono quelle che assumono più velocemente, sono quelle che rendono ogni persona più efficace. Un tecnico liberato dalle configurazioni ripetitive può seguire il doppio dei clienti, può gestire progetti più complessi, può fare formazione ai junior. E soprattutto, non se ne va dopo due anni perché "non ne può più".
L'automazione non è un lusso per chi ha già risolto tutti gli altri problemi. È il prerequisito per risolvere gli altri problemi. Se oggi ti trovi a scegliere tra accettare un nuovo cliente e far saltare i nervi al team, o tra fare un progetto interessante e rimandarlo per la terza volta, il problema non è la mancanza di persone. È che stai usando le persone sbagliate nel modo sbagliato.
I tuoi migliori tecnici non vogliono smettere di lavorare, vogliono smettere di fare lavori inutili. La differenza è enorme. E una volta che glielo permetti, scoprirai che sono capaci di molto più di quello che pensavi. Non perché sono diventati più bravi, ma perché finalmente possono usare la loro bravura dove serve davvero.